L’anno che ci aspetta cosa porterà? Noi ci attendiamo che il 2010 sia il primo degli anni del ripristino degli ideali. Parlo non solo di quelli etico morali ma degli ideali di vita. Ricordiamo il periodo dal 1946 al 1948.
il Paese seppe dimostrare che la rinascita dalla guerra era accompagnata da una volontà di ripristino delle regole democratiche ed i suoi rappresentanti interpretarono questo sentimento facendone legge costituzionale.
Certo oggi mancano quei politici antifascisti che forse, nell’attuale situazione, non sarebbero capiti perché troppo laici, troppo colti, troppo onesti e troppo giusti. Ma il loro insegnamento rimane e quindi è possibile provare a scrivere nuove regole più adatte ai tempi. Ma non può essere stravolto il grande patto di equilibrio tra i poteri dello Stato perché l’impostazione di allora è diventata nelle coscienze degli italiani il simbolo di una garanzia e di una protezione dei diritti democratici.
Mettetevi quindi al lavoro parlamentari di destra e di sinistra perché ciascuno di voi sa quello che si può fare e quello che non si può fare nell’interesse generale. Dove è utile modificare abbiate il coraggio di farlo e non solo di dirlo. Non c’è leader in politica che, in condizioni difficili, non arrivi al tramonto ed è quindi impensabile costruire su una persona parte di un’impostazione costituzionale. Abbiamo bisogno che siano piantate nuove radici che possano, per la loro efficacia, vivere per altri cinquant’anni.
E’ molto difficile ritrovare un clima che permetta questo cambiamento quando nel mondo tornano le guerre, gli attentati, le violenze, gli scontri tra le religioni e le razze. E’ proprio per questo che bisogna agire in famiglia, nella scuola, sul lavoro, nelle Istituzioni perché scegliere l’indifferenza ci farà più cattivi e può fare dei nostri figli degli egoisti in un mondo disfatto. Se l’anno nuovo sarà buono o cattivo dipenderà un pò anche da noi. Auguri.
Guido Albertelli
martedì 5 gennaio 2010
lunedì 14 dicembre 2009
UNA BRUTTA STORIA
E’ triste essere arrivati a questo punto. Berlusconi è anzituttoun uomo come tutti gli altri e la violenza va condannata ovunque si abbatta.
Noi dell’ANPPIA, che rappresentiamo uomini e donne vittime, nel periodo brutto della patria, violenze morali e fisiche nell’espressione della voglia di libertà, nelle carceri, nel confino o nell’esilio, desideriamo esprimere condanna per quanto avvenuto.
In periodo di democrazia la lotta politica deve restare nei confini di un dibattito anche aspro ma civile. Così è avvenuto nel dopoguerra quando i politici antifascisti, vittoriosi nella lotta per la libertà, furono generosi nel rispetto di avversari che professavano ancora un’ideologia contraria
Facciamo attenzione alla nostra storia. Nel 1919 si cominciò con piccoli scontri tra socialisti e prefascisti e la catena di odio diventò sempre più stretta e divenne sangue e quindi dittatura. Sono ricordi di periodi molto più significativi e complessi ma li ricordiamo perché non si ripetano.
Facciano allora un passo indietro governo e opposizione. Tornino ad essere forze politiche di contenuto e di stile. Diano l’esempio a coloro che nelle strade e su internet sfogano la loro rabbia anche solo verbale fuori di ogni bandiera. Raccolgano queste istanze individuali spesso sincere ed oneste che, gettate in un dialogo senza confronto e risposta, determinano un clima di lotta civile.
Quello che oggi i nostri figli e nipoti vedono nei telegiornali è la più brutta fiction che possono vedere e tra il vero e il finto il confine diventa labile per loro e noi potremmo non essere più in grado di ristabilire la verità nelle loro coscienze.
Televisioni e giornali dovrebbero mostrarsi interpreti del comune sentire e dei principi generali che sono tesori di tutti. Il prossimo comportamento del Presidente del Consiglio sarà determinante e a lui desideriamo dire: quando il sangue appare nasconderlo e non esibirlo. Ricordiamolo tutti come insegnamento ed avvertimento e noi, che non abbiamo le sue idee, promettiamo di lottare perché l’odio non si estenda.
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Guido Albertelli
Noi dell’ANPPIA, che rappresentiamo uomini e donne vittime, nel periodo brutto della patria, violenze morali e fisiche nell’espressione della voglia di libertà, nelle carceri, nel confino o nell’esilio, desideriamo esprimere condanna per quanto avvenuto.
In periodo di democrazia la lotta politica deve restare nei confini di un dibattito anche aspro ma civile. Così è avvenuto nel dopoguerra quando i politici antifascisti, vittoriosi nella lotta per la libertà, furono generosi nel rispetto di avversari che professavano ancora un’ideologia contraria
Facciamo attenzione alla nostra storia. Nel 1919 si cominciò con piccoli scontri tra socialisti e prefascisti e la catena di odio diventò sempre più stretta e divenne sangue e quindi dittatura. Sono ricordi di periodi molto più significativi e complessi ma li ricordiamo perché non si ripetano.
Facciano allora un passo indietro governo e opposizione. Tornino ad essere forze politiche di contenuto e di stile. Diano l’esempio a coloro che nelle strade e su internet sfogano la loro rabbia anche solo verbale fuori di ogni bandiera. Raccolgano queste istanze individuali spesso sincere ed oneste che, gettate in un dialogo senza confronto e risposta, determinano un clima di lotta civile.
Quello che oggi i nostri figli e nipoti vedono nei telegiornali è la più brutta fiction che possono vedere e tra il vero e il finto il confine diventa labile per loro e noi potremmo non essere più in grado di ristabilire la verità nelle loro coscienze.
Televisioni e giornali dovrebbero mostrarsi interpreti del comune sentire e dei principi generali che sono tesori di tutti. Il prossimo comportamento del Presidente del Consiglio sarà determinante e a lui desideriamo dire: quando il sangue appare nasconderlo e non esibirlo. Ricordiamolo tutti come insegnamento ed avvertimento e noi, che non abbiamo le sue idee, promettiamo di lottare perché l’odio non si estenda.
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Guido Albertelli
venerdì 30 ottobre 2009
PER GIULIANO VASSALLI

INTERVENTO ALLA COMMEMORAZIONE DI GIULIANO VASSALLI
PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI IL 23 NOVEMBRE 2009
L’ANPPIA, Associazione Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, che ho l’onore di presiedere, e il suo past president Giulio Spallone, impossibilitato ad essere presente, rendono oggi testimonianza del loro dispiacere per la scomparsa di Giuliano Vassalli.
Vassalli era molto affezionato a noi dell’ANPPIA, l’Associazione che svolge sistematicamente da molti decenni la ricerca storica sull’Antifascismo, la Resistenza e i suoi protagonisti, e della quale era componente della Presidenza Onoraria. Abbiamo pubblicato o aiutato a pubblicare centinaia di libri, a molti dei quali lui ha collaborato con entusiasmo.
Noi lo ricordiamo come uomo di grande semplicità, di alta cultura, di memoria prodigiosa e di autorevolezza mite. Personalità come la sua sono raramente così disponibili. Ci manca molto. Non solo a noi ma a tutti dato il momento difficile che attraversiamo e del quale era addolorato. I Padri della Patria sono rimasti pochi ma il loro esempio di vita permane come punto di forza nelle nostre coscienze.
Il culto della Memoria antifascista è l’ideologia portante della Repubblica. I suoi principi sono lo spirito della Costituzione.
Illusorio è il revisionismo della verità. Vana la volontà di una parte politica di colpire le Associazioni della Memoria attraverso la soppressione dei contributi statali. Se per l’ANPPIA, l’ANED, l’Associazione degli ebrei deportati e quella delle Vittime Civili di guerra questa iniquità venisse confermata verrebbero colpite strutture che continuano tra mille difficoltà a fare i testimoni di storie nobili da raccontare ai giovani e ad assistere migliaia di soci, appartenenti a famiglie colpite da una sventura indimenticabile.
Vassalli era sentimentalmente coinvolto in impegni storicamente inderogabili. Lui si, diventato uomo di Stato, non ha dimenticato. Lui che a trent’anni scelse il pericolo della lotta clandestina, la dedizione per i compagni socialisti imprigionati, il silenzio sotto le torture, la vicinanza alla morte, mi diceva: “Albertelli, quel periodo è stato il più bello della mia lunga vita.”
Come facciamo a ricordarlo? Mille belle parole sono già state dette per lui ma proviamo a costruire cose che restano. Oggi molte sono le presenze importanti ed io penso di poter fare qui una proposta.
A Trastevere vicino al carcere di Regina Coeli, luogo di una delle sue gesta più note, c’è una strada chiamata S.Francesco di Sales, assai lunga e divisa in due da una traversa. Chiediamo al Sindaco di Roma di esaminare la possibilità di porre nella parte alta della strada la targa con su scritto “Via Giuliano Vassalli”. In quel tratto vive la Casa della Memoria e della Storia e se potrà avere quel nome per indirizzo il nostro compagno perduto non sarà facilmente dimenticato.
Guido Albertelli
lunedì 19 ottobre 2009
da Livorno in difesa della Costituzione
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) , l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e l’Associazione Nazionale ex Internati (ANEI), che rappresentano coloro che hanno pagato i prezzi più alti per dare libertà e democrazia all’Italia, non possono assistere ad una demolizione della dignità delle Istituzioni Repubblicane come quella che è in atto, senza avvertire un profondo stato di disagio e la necessità di contribuire ad attivare un reale percorso di cambiamento.
Il Paese è afflitto da una crisi economica di straordinaria portata che colpisce duramente milioni di italiani ed il Presidente del Consiglio inchioda l’attenzione dell’opinione pubblica su una battaglia contro le Istituzioni poste a garanzia della democrazia da parte dei padri costituenti.
L’Italia paga un prezzo altissimo a causa di questo tipo di occupazione dei poteri e delle funzioni pubbliche ed il suo prestigio nel resto del mondo è in forte declino per cui è giunto il momento di porre un freno a questo stato di cose.
Quando il Presidente del Consiglio sostiene che gli italiani sono tutti di parte e nessuno è indipendente porta un attacco che ha lo scopo di demolire dalle fondamenta questa nostra Repubblica e la sua Costituzione .
L’Italia ha bisogno di cittadini liberi, in grado di agire secondo coscienza e di esercitare le proprie attività nel rispetto dei principi di dignità personale, etica professionale e coraggio civile.
Queste sono le armi con le quali i patrioti di oggi possono combattere questa battaglia per risollevare i destini della Patria e conquistare quei livelli di civiltà, libertà, democrazia e prestigio che Le competono, anche per rispettare coloro che, in tempi ben più difficili, hanno sacrificato loro stessi per questi ideali.
Le sottoscritte Associazioni si propongono di contattare le varie componenti del tessuto democratico livornese per concordare e programmare iniziative adeguate al momento politico ed istituzionale.
Livorno, 12 ottobre 2009
Il Presidente ANPI Il Presidente ANPPIA Il Presidente ANEI
Vittorio Cioni Garibaldo Benifei Giuseppe Implatini
Il Paese è afflitto da una crisi economica di straordinaria portata che colpisce duramente milioni di italiani ed il Presidente del Consiglio inchioda l’attenzione dell’opinione pubblica su una battaglia contro le Istituzioni poste a garanzia della democrazia da parte dei padri costituenti.
L’Italia paga un prezzo altissimo a causa di questo tipo di occupazione dei poteri e delle funzioni pubbliche ed il suo prestigio nel resto del mondo è in forte declino per cui è giunto il momento di porre un freno a questo stato di cose.
Quando il Presidente del Consiglio sostiene che gli italiani sono tutti di parte e nessuno è indipendente porta un attacco che ha lo scopo di demolire dalle fondamenta questa nostra Repubblica e la sua Costituzione .
L’Italia ha bisogno di cittadini liberi, in grado di agire secondo coscienza e di esercitare le proprie attività nel rispetto dei principi di dignità personale, etica professionale e coraggio civile.
Queste sono le armi con le quali i patrioti di oggi possono combattere questa battaglia per risollevare i destini della Patria e conquistare quei livelli di civiltà, libertà, democrazia e prestigio che Le competono, anche per rispettare coloro che, in tempi ben più difficili, hanno sacrificato loro stessi per questi ideali.
Le sottoscritte Associazioni si propongono di contattare le varie componenti del tessuto democratico livornese per concordare e programmare iniziative adeguate al momento politico ed istituzionale.
Livorno, 12 ottobre 2009
Il Presidente ANPI Il Presidente ANPPIA Il Presidente ANEI
Vittorio Cioni Garibaldo Benifei Giuseppe Implatini
giovedì 8 ottobre 2009
APPELLO
L’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (A.N.P.P.I.A.) denuncia con forza il fatto che dopo oltre un anno dalla presentazione della legge per la concessione di contributi statali alle Associazioni combattentistiche e assimilate per il triennio 2009-2011 non è ancora iniziata la discussione in Commissione.
Denuncia inoltre il fatto che, proprio in assenza della legge triennale il governo tramite un emendamento alla legge 27 febbraio 2009 n. 14 ha prorogato per il triennio 2009-2011 il contributo dello Stato solamente a favore delle associazioni vigilate dal Ministero della Difesa, mentre nessun finanziamento è previsto per le Associazioni vigilate dal Ministero dell’Interno che si occupano da sempre di temi legati alla Memoria storica e alla difesa della Costituzione (A.N.V.C.G.- Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus, ANED - Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, ANPPIA-Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti ).
Invitiamo tutti a reagire contro questa situazione che potrebbe provocare di fatto la spaccatura dell’unità dell’antifascismo e della Memoria, distinguendo le Associazioni combattentistiche da quelle civili che rappresentano la lotta democratica, le vittime della deportazione e le vittime della guerra, creando una grave situazione di discriminazione e iniquità.
È necessario che la legge triennale per il sostegno economico alle Associazioni combattentistiche e assimilate, vigilate dall’Interno come dalla Difesa venga approvata quanto prima.
Ci rivolgiamo al Ministro dell’Interno, ai Presidenti di Commissione interessati, ai Capi gruppo ed ai parlamentari perché si attivino per perfezionare al più presto questo atto di giustizia in quanto i contributi economici sono indispensabili alla vita di queste Associazioni unitarie volte ai soli fini della diffusione della memoria democratica, della continuazione della ricerca storica e dell’assistenza ai soci.
Indirizziamo questo appello alle Associazioni combattentistiche amiche perché si battano per un atto di equità ed a tutto il mondo politico culturale perché faccia sentire la sua voce perché lo Stato non interrompa aiuti, peraltro di non notevole entità, che sotto tutti i Governi di ogni colore, ha dato per oltre sessant’anni.
Invia l'adesione a info@anppia.it
Denuncia inoltre il fatto che, proprio in assenza della legge triennale il governo tramite un emendamento alla legge 27 febbraio 2009 n. 14 ha prorogato per il triennio 2009-2011 il contributo dello Stato solamente a favore delle associazioni vigilate dal Ministero della Difesa, mentre nessun finanziamento è previsto per le Associazioni vigilate dal Ministero dell’Interno che si occupano da sempre di temi legati alla Memoria storica e alla difesa della Costituzione (A.N.V.C.G.- Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus, ANED - Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, ANPPIA-Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti ).
Invitiamo tutti a reagire contro questa situazione che potrebbe provocare di fatto la spaccatura dell’unità dell’antifascismo e della Memoria, distinguendo le Associazioni combattentistiche da quelle civili che rappresentano la lotta democratica, le vittime della deportazione e le vittime della guerra, creando una grave situazione di discriminazione e iniquità.
È necessario che la legge triennale per il sostegno economico alle Associazioni combattentistiche e assimilate, vigilate dall’Interno come dalla Difesa venga approvata quanto prima.
Ci rivolgiamo al Ministro dell’Interno, ai Presidenti di Commissione interessati, ai Capi gruppo ed ai parlamentari perché si attivino per perfezionare al più presto questo atto di giustizia in quanto i contributi economici sono indispensabili alla vita di queste Associazioni unitarie volte ai soli fini della diffusione della memoria democratica, della continuazione della ricerca storica e dell’assistenza ai soci.
Indirizziamo questo appello alle Associazioni combattentistiche amiche perché si battano per un atto di equità ed a tutto il mondo politico culturale perché faccia sentire la sua voce perché lo Stato non interrompa aiuti, peraltro di non notevole entità, che sotto tutti i Governi di ogni colore, ha dato per oltre sessant’anni.
Invia l'adesione a info@anppia.it
giovedì 10 settembre 2009
Per la libertà di stampa
Mussolini appena giunto al potere rispose all’on. Salvatore Barzilai, presidente della Federazione della Stampa dell’epoca, che si diceva preoccupato per il giornalismo italiano:
«…intendo salvaguardare la libertà di stampa, purchè la stampa sia degna della libertà. La libertà non è soltanto un diritto: è anche un dovere ».
Sappiamo tutti come andò a finire. Distruzioni di redazioni, violenze fisiche e arresti di giornalisti, vent’anni in cui la libertà d’espressione è rimasta nascosta nelle tipografie clandestine, distribuita e letta a rischio della propria libertà.
L’ANPPIA, che raccoglie i perseguitati politici del Fascismo, nella profonda convinzione che la limitazione della libertà di parola ed espressione costituisca una delle più gravi minacce alla democrazia, aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa indetta per il 19 settembre 2009 dalla FNSI
La segreteria nazionale
«…intendo salvaguardare la libertà di stampa, purchè la stampa sia degna della libertà. La libertà non è soltanto un diritto: è anche un dovere ».
Sappiamo tutti come andò a finire. Distruzioni di redazioni, violenze fisiche e arresti di giornalisti, vent’anni in cui la libertà d’espressione è rimasta nascosta nelle tipografie clandestine, distribuita e letta a rischio della propria libertà.
L’ANPPIA, che raccoglie i perseguitati politici del Fascismo, nella profonda convinzione che la limitazione della libertà di parola ed espressione costituisca una delle più gravi minacce alla democrazia, aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa indetta per il 19 settembre 2009 dalla FNSI
La segreteria nazionale
martedì 8 settembre 2009
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