sabato 11 ottobre 2008
Napolitano e Pio La Torre
“La scelta di Comiso consente di richiamare in un luogo appropriato l’impegno politico e sociale dell’onorevole La Torre, appassionatamente schierato a favore della pace e della distensione internazionale, e al tempo stesso per il progresso economico, sociale e civile della Sicilia. Le sue battaglie raccolsero un vasto consenso popolare, e lo esposero alle minacce della mafia, di cui cadde vittima in un sanguinoso agguato che mirava a far tacere la sua voce e bloccare il processo di rinnovamento e di sviluppo dell’Isola. Tuttavia la sua testimonianza non fu vana: essa divenne patrimonio generale del popolo siciliano, aldilà delle differenti opinioni politiche, e favorì la nascita di un comune sentire e di movimenti unitari che hanno rinsaldato la trama della democrazia"
martedì 7 ottobre 2008
A Comiso per Pio La Torre

L'ANPPIA aderisce alla manifestazione indetta per il prossimo sabato "Nel nome di Pio La Torre", perchè l'aeroporto di Comiso resti intitolato al parlamentare siciliano ucciso dalla mafia nel 1987, insieme a Rosario Di Salvo.
martedì 30 settembre 2008
Mozione antifascista
La pubblichiamo qui di segutito perchè pensiamo possa essere un utile spunto anche per altre istituzioni locali.
Oggetto: Condanna del fascismo, adesione al valore dell’antifascismo, della Resistenza e ai valori fondanti della nostra Costituzione Repubblicana.
IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XV “ARVALIA-PORTUENSE”
Considerato che
I recenti interventi politici di alti rappresentanti del Governo e del Sindaco di Roma hanno riaperto il dibattito intorno ai temi del fascismo, dell’antifascismo e della Resistenza,
premesso che
la ricerca di una memoria condivisa non può ignorare il passato né mistificarlo
sottolineato che
Ø la marcia su Roma, con cui si dà simbolicamente inizio alla dittatura fascista, fu preceduta da violenze, omicidi e devastazioni,
Ø che il fascismo negò l’uguaglianza, soppresse le libertà statutarie, incarcerò e uccise gli oppositori come Matteotti, Amendola o don Minzoni, accettò le ragioni aberranti della superiorità della razza con il razzismo biologico facendo nascere l’infamia delle legge razziali che diedero al via al male assoluto, trascinò l’Italia in una guerra lunga e sanguinosa;
Ø che il regime fascista sì è reso protagonista di una serie di feroci campagne di aggressione, in Africa, in Grecia, in Albania e in Jugoslavia, compiendo stragi e rappresaglie di civili per le quali la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite redasse nel 1948 una lista di 1992 nomi di criminali di guerra italiani, che non furono mai né estradati né giudicati in Italia
Ø che, ancora dopo la caduta del regime, con la disperata propaggine della Repubblica Sociale di Salò, il fascismo partecipò a stragi di migliaia di civili in Italia e all’estero e contribuì alla deportazione di centinaia di ebrei
evidenziato che
l’antifascismo non è dunque solo premessa storica della nostra Costituzione, ma anche, come rifiuto delle tragedie del fascismo, premessa concettuale e politica e asse portante dell’intero impianto della Carta fondamentale della Repubblica
è quindi in discussione l’adesione ai valori fondanti della nostra Repubblica di una parte importante delle forze politiche presenti in Parlamento;
tutto ciò premesso il Consiglio del Municipio XV
conferma
il giudizio negativo complessivo sul fascismo che fu dittatura, una tragedia che soppresse le più elementari libertà;
condivide
le dichiarazioni del Presidente della Camera che ha affermato con chiarezza che in Italia e a Roma non si possono equiparare antifascisti e fascisti perchè i primi combatterono per la causa giusta della libertà e gli altri stavano dalla parte sbagliata;
Apprezza le parole chiare di chi a destra finalmente si riconosce nei valori dell’antifascismo: libertà, uguaglianza e solidarietà.
condanna
con nettezza le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno definito il fascismo l’esperienza più bella della storia d’Italia e di chi ancora oggi dichiara di non potersi definire antifascista, perché questo significa non aderire appieno ai valori costituzionali;
si riconosce pienamente
nelle parole ripetutamente espresse dal Capo dallo Stato (ultimamente nel corso delle celebrazioni dell’8 settembre) e aderisce al suo appello per un “patriottismo costituzionale”
Impegna il Presidente del Municipio
a sollecitare l’amministrazione comunale di Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, a costituirsi parte civile nei prossimi processi penali a carico di tutti i violenti che con il proprio operato hanno messo a rischio la sicurezza dei cittadini romani con atti xenofobi, con attentati alla libera manifestazione del pensiero e dei propri orientamenti sessuali attraverso azioni e aggressioni a manifestazioni culturali, spettacoli televisivi, caserme e di organi di polizia dello stato.
Impegna la Giunta e il Presidente del Municipio
a intraprendere ogni utile iniziativa affinché i residenti del XV Municipio e soprattutto i più giovani conoscano le ragioni storiche, culturali e politiche che sono all’origine della Costituzione della Repubblica, quale garanzia di Libertà, Pace e Democrazia.
mercoledì 10 settembre 2008
Il lupo perde il pelo...
A lui rispondiamo che non ci interessa indagare a cosa credevano coloro che combattevano di fatto agli ordini dei comandi tedeschi partecipando a stragi e rappresaglie di tanti civili, donne e bambini, italiani, ma ciò che importa all'Italia tutta è invece che, per dirla con il partigiano De' Lazzari, l'Italia sovrana, democratica, unita e libera, è stata costruita non con il sangue dei vinti, ma con quello dei vincitori, di tanti giovanissimi partigiani e antifascisti che pagarono con la vita la loro opposizione al nazifascismo.
martedì 2 settembre 2008
Non ammazzate due volte Pio La Torre
Un'opera di revisionismo e insieme di oblio della memoria di uno dei grandi protagonisti della lotta alla mafia, tra i primissimi a proporre di colpire i patrimoni mafiosi.
L’ANPPIA invita tutti a sottoscrivere la petizione on line "NON CANCELLATE PIO LA TORRE" dell’Associazione Articolo 21.
sabato 12 luglio 2008
La strage di Fossoli
Cinquantaquattro anni fa, il 12 luglio 1944, nel poligono di tiro di Cibeno, frazione a circa 3 km a nord di Carpi, furono trucidati sessantasette internati politici del campo di concentramento di Fossoli, uomini di diversa cultura e provenienza, dai 16 ai 64 anni.
Condotti sul posto in tre gruppi, furono fucilati sull’orlo di una fossa scavata il giorno prima da internati ebrei. A cose finite, la fossa comune fu colmata e mascherata, e il silenzio cadde sul fatto.
Si chiamavano:
- Achille Andrea
- Alagna Vincenzo
- Arosio Enrico
- Baletti Emilio
- Balzarini Bruno
- Barbera Giovanni
- Bellinp Vincenzo
- Bertaccini Edo
- Bertoni Giovanni
- Biagini Primo
- Bianchi Carlo
- Bona Marcello
- Brenna Ferdinando
- Broglio Luigi Alberto
- Caglio Francesco
- Ten. Carioni Emanuele
- Carlini Davide
- Cavallari Brenno
- Celada Ernesto
- Ciceri Lino
- Cocquio Alfonso Marco
- Colombo Antonio
- Colombo Bruno
- Culin Roberto
- Dal Pozzo Manfredo
- Dall'Asta Ettore
- De Grandi Carlo
- Di Pietro Armando
- Dolla Enzo
- Col. Ferrighi Luigi
- Frigerio Luigi
- Fugazza Alberto Antonio Fortunato
- Gambacorti Passerini Antonio
- Ghelfi Walter
- Giovanelli Emanuele
- Guarenti Davide
- Ingeme Antonio
- Kulczycki Sas Jerzj
- Lacerra Felice
- Lari Pietro
- Levrino Michele
- Liberti Bruno
- Luraghi Luigi
- Mancini Renato
- Manzi Antonio
- Col. Marini Gino
- Marsilio Nilo
- Martinelli Arturo
- Mazzoli Armando
- Messa Ernesto
- Minonzio Franco
- Molari Rino
- Montini Gino
- Mormino Pietro
- Palmero Giuseppe
- Col. Panceri Ubaldo
- Pasut Arturo
- Pompilio Cesare
- Pozzoli Mario
- Prina Carlo
- Renacci Ettore
- Gen. Robolotti Giuseppe
- Tassinati Corrado
- Col. Tirale Napoleone
- Trebsé Milan
- Vercesi Galileo
- Vercesi Luigi
martedì 1 luglio 2008
La maturità e l'educazione civica
Argomenti importanti e vivi, attraverso i quali giudicare davvero la “maturità” degli studenti e non solo le nozioni accumulate.
Dai primi dati relativi alle scelte degli studenti, emerge che la maggior parte (il 31,5%) si è però indirizzata sul tema di ordine generale che riguardava la comunicazione delle emozioni attraverso gli sms e le e-mail, mentre il tema sulla condizione femminile è stato svolto da meno del 5% dei maturandi.
Il 57,3% si è diviso tra il saggio breve sul lavoro e le morti bianche (scelto dai più), sullo sviluppo tecnologico, sulla percezione dello straniero nell’arte e in letteratura e sulla Costituzione.
Se ne può ricavare che bene ha fatto il Presidente della Repubblica, sin dai primi giorni della sua elezione a puntare l’attenzione sullo scandaloso silenzioso delle morti sul lavoro, e che molto resta ancora da fare, visto lo scarso successo suscitato sia dalla Costituzione che dalla condizione femminile, rispetto allo studio della storia, soprattutto recente, e dell’educazione civica.
Ci piacerebbe che qualche giovane ci facesse sapere su questo blog le ragioni della sua scelta